Arena-Academy_24.1.2022

La recitazione invisibile

Come un attore si nasconde nel personaggio

Nel contesto della recitazione, il destino di un attore è da sempre l’effetto visivo, o meglio la presenza bidimensionale di un’assenza che rappresenta per lo spettatore una sorta di materiale da plasmare. 

L’attore è da sempre, per chi guarda, il passaggio fondamentale per l’accesso al mondo della recitazione, vuoi teatrale, vuoi televisiva o cinematografica. 

Questo avviene per la sua capacità di nascondersi e dunque di immedesimarsi nel personaggio che deve interpretare, ma anche in virtù di una misteriosa relazione tra corpo e ripresa video. 

Il processo di identificazione dello spettatore 

Lo spettatore deve essere al centro di un mondo che diventa una vera e propria trasfigurazione del reale.

In pratica la recitazione fa assumere alla realtà il carattere un pò enigmatico, a tratti sfuggente del sogno. 

Questa identificazione avviene proporzionalmente alla capacità di coinvolgimento dell’attore stesso.

Ma anche dalla sua attitudine a far “uscire fuori” il mondo dei personaggi e dalla competenza delle forme narrative utilizzate. 

L’attore agisce sul palcoscenico e oltre

Tutte le volte che un attore si muove davanti la macchina da presa si identifica nel personaggio che interpreta: tuttavia la sua performance non risulterà mai unitaria.

Anzi sarà composta da piccole e varie prestazioni, delle quali lo spettatore coglierà di volta in volta le singole sfaccettature. 

In questo processo quello che renderà l’attore più o meno bravo è la sua naturalezza, vale a dire il far apparire come vero ciò che in sostanza vero non è.

Questa è la sua bravura: essere percepito in un raggio che va oltre il suo momento recitativo. 

Per rendere completa la partecipazione emotiva dello spettatore, infatti, non solo la recitazione deve somigliare alla vita, ma anche l’attore deve somigliare al personaggio.

L’attore che recita solo se stesso, fino a quando interpreta se stesso è perfetto, ma finirà per fallire non appena esce dal contesto  che gli è appunto “familiare”.  

Il compito di Arena

Fatte queste premesse il nostro compito, in qualità di Accademia, è quello di sviluppare il potenziale espressivo degli allievi nonché futuri attori, liberando le loro intrinseche capacità.

Per trasmettere un messaggio, per raccontare una storia, per comunicare un’emozione non c’è solo il linguaggio verbale.

Esiste una vasta gamma di possibilità espressive che passano attraverso le molteplici sfaccettature date dal nostro stesso corpo. 

Perché un corso di recitazione 

Per questo motivo il lavoro principale che facciamo nei nostri corsi di recitazione è quello del senso di sé, della consapevolezza del proprio corpo, della presenza scenica e dell’abilità di lavorare su tutti questi livelli. 

L’obiettivo? Mettere in risalto le capacità creativa e i talenti di ciascuno, partendo da una radicata disciplina dello studio.

Quest’ultima renderà gli stessi partecipanti in grado di affrontare la complessità dei compiti dell’attore. 

La sessione invernale del corso di recitazione cinematografica

Nel frattempo qui ad Arena abbiamo iniziato la sessione invernale del corso di recitazione cinematografica e televisiva, organizzato in collaborazione con l’agenzia romana di rappresentanza artistica, Studio Emme Srl.

Grazie a questa partnership importante riusciamo a proporre, solo agli allievi più talentuosi, la possibilità di una rappresentanza artistica alla fine del loro percorso didattico e formativo. 

Il corso durerà fino al mese di giugno ed è rivolto a ragazzi e ragazzi di età compresa tra i 13 e i 23 anni: ci sono ancora pochissimi posti disponibili.

In caso di interesse contattateci nei messaggi privati dei nostri profili social e i nostri assistenti vi risponderanno al più presto.

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https://www.accademia-arena.it/corso-invernale/

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